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Risk Less and Prosper

Zvi Bodie è professore all'Università di Boston e il suo libro Investments è un testo di riferimento nei corsi di Finanza. In questo libro, insieme a Rachelle Taqqu, e nel precedente "Worry Free Investing" Bodie propone un approccio del tutto alternativo a quello tradizionale in tema di gestione dei risparmi. La sua tesi è riferita al mercato USA, ma pone in discussione modi di pensare dati per acquisiti anche da noi e quindi rappresenta una preziosa fonte di riesame critico.

La domanda fondamentale che ci si pone nel decidere la allocazione dei propri investimenti è: come suddividerli tra azioni ed obbligazioni? A questa domanda si risponde normalmente che la scelta dipende da: età dell'investitore, propensione al rischio, orizzonte temporale, stabilità della situazione lavorativa, reddituale, patrimoniale e previdenziale. Negli Stati Uniti il risultato porta in genere alla raccomandazione di investire quote consistenti dei risparmi (nell'ordine del 40% - 50%) sul mercato azionario, in misura ben maggiore di quanto avviene in Italia. La convinzione che l'investimento azionario sia nel lungo termine meno rischioso e garantisca i migliori rendimenti è alla base di questo approccio.

Gli Autori contestano i presupposti di questo metodo e ne propongono uno del tutto alternativo: determiniamo qual è la parte dei nostri risparmi che non possiamo permetterci di mettere a rischio perché necessaria al raggiungimento dei nostri obiettivi essenziali ed investiamola nel titolo più sicuro a disposizione, cioè in Titoli di Stato indicizzati all'inflazione, e non in altro.

Perché questa posizione? Per due principali motivi:

  1. Non è vero che le azioni sono meno rischiose nel lungo termine: noi siamo persone, non istituti finanziari. Programmiamo di spendere quello che ci serve quando ci serve. Possiamo avere un po’ di flessibilità e posporre i nostri obiettivi, ma in genere non poi così tanto a lungo. Alla fine dobbiamo usare il denaro quando arriva il momento in cui ci serve: mandare i figli all'università, andare in pensione, acquistare una casa. Se

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    in quel momento la borsa è in fase di ribasso ed eventualmente di forte ribasso, subiremo inevitabilmente una perdita, che andrà a compromettere il raggiungimento dei nostri obiettivi. Queste fasi di ribasso, che possono durare anche anni, rappresentano il fattore di rischio che, per quanto a lungo sia programmato il nostro investimento, non possiamo illuderci di evitare e non possiamo permetterci di correre, se può incidere su nostri obiettivi essenziali. La disamina dei fattori, compresi quelli comportamentali, che portano a sottovalutare la rischiosità delle azioni è accurata e costituisce il cuore dell'argomentazione del libro.

  2. L'inflazione è un pericolo serio per il risparmiatore, spesso sottovalutato. Anche a livelli bassi, l'inflazione può, con l'andar degli anni, erodere in modo sostanziale il nostro potere di acquisto. E' facile non tener conto a sufficienza del rischio di inflazione, ad esempio in tutti i casi in cui acquistiamo dei titoli a tasso fisso (come i BTP). Così come è facile illudersi che le azioni possano costituire una difesa contro l'inflazione, cosa che l'esperienza storica mostra non essere stata sempre vera. I Titoli di Stato indicizzati all'inflazione sono quindi una sorta di investimento ideale: no rischio di credito, no rischio di inflazione, sicurezza dei rendimenti reali. Gli Autori forniscono dettagli sui Titoli di Stato USA legati all'inflazione (I-Bond e TIPS); titoli reali sono peraltro largamenti emessi anche dall'Italia e da molti altri paesi europei (tra cui Francia, Germania, UK, Svezia, Polonia). Sebbene siano ancora un titolo relativamente sottorappresentato nei portafogli, la loro popolarità qui da noi è parecchio aumentata, grazie anche alle emissioni dei BTP Italia.

Grafico Risk Less v3

Tornando alla tesi degli Autori, va bene, si dirà, quella proposta può essere una buona strategia, ma al prezzo di ottenere dei rendimenti ridotti. E se essi non fossero sufficienti per ottenere le somme desiderate, non dovremmo cercare strumenti di investimento che possono farci ottenere di più?

Qui giungiamo ad una seconda serie di affermazioni significative da parte di Bodie e Raqqu: se i titoli indicizzati non appaiono in grado di farci raggiungere gli obiettivi desiderati, la soluzione non può essere quella di assumerci maggiori rischi. Questo può andar bene se si tratta di obiettivi non importanti, di nice-to-have, ma non dei nostri obiettivi essenziali: qui siamo nella Safe Investment Zone ed i rischi vanno ridotti al minimo. Dovremo piuttosto utilizzare altre leve:

  1. Risparmiare di più
  2. Programmare di lavorare più a lungo se necessario (per gli obiettivi previdenziali)
  3. Iniziare a risparmiare prima
  4. Rivedere realisticamente i nostri obiettivi

Quindi il concetto è chiaro: nella Safe Investment Zone non si cercano scorciatoie, il desiderio di disporre di maggiori somme a fine periodo non giustifica il prendersi maggiori rischi: stiamo investendo per obiettivi essenziali e quindi non possiamo rischiare di mancarli.

Se invece si tratta di obiettivi non essenziali, qui possiamo assumerci dei rischi calcolati, preferibilmente attraverso fondi indicizzati (ETF sul mercato italiano) e diversificando su diverse classi di beni:

  • Titoli di Stato (Bodie e Raqqu non sono a favore delle obbligazioni societarie: se si ha un'opinione positiva sulla società emittente, allora tanto vale comprarne l'azione)
  • Azioni: USA ed Internazionali
  • Mercato Immobiliare, attraverso lo strumento dei REIT, società che investono su diversi segmenti del mercato immobiliare
  • Anche, nel caso, investimenti alternativi: hedge funds, materie prime, oro. Con molta circospezione, a causa della loro alta volatilità.

Facendo, in tutto questo, molta attenzione a ridurre i costi degli investimenti ed al loro impatto fiscale.

Gli Autori hanno l'obiettivo di contrastare quella che ritengono essere la sovraesposizione dei risparmiatori USA al mercato azionario. Le loro tesi, spesso scomode e non consolatorie, valgono anche per noi come vivido richiamo a considerare i rischi che ci assumiamo, a non delegare alla speranza di alti rendimenti il raggiungimento dei nostri obiettivi; infine come autorevole approccio alternativo per la allocazione dei risparmi.

 

Risk Less and Prosper

Autori: Zvi Bodie, Rachelle Taqqu
Editore: Wiley
Anno: 2012